
Neurogang è una community digitale dedicata alla divulgazione del neuromarketing, della psicologia dei consumi e delle neuroscienze applicate al marketing.
Il progetto nasce con un obiettivo preciso: rendere temi scientifici spesso complessi più accessibili, mantenendo attenzione alle fonti e utilizzando allo stesso tempo linguaggi e formati adatti ai social media.
La sfida è proprio nell’equilibrio tra queste due dimensioni: semplificare senza banalizzare.
Dal 2024 ho collaborato al progetto come Content Creator, lavorando principalmente alla progettazione e realizzazione di contenuti video dedicati a neuromarketing e comportamento del consumatore.
Il mio lavoro partiva dalla ricerca del tema e delle fonti per arrivare alla sua trasformazione in un contenuto breve, comprensibile e adatto al linguaggio di Instagram.
Per ogni contenuto lavoravo sulla ricerca e verifica delle fonti, selezionando concetti e studi che potessero essere tradotti in insight interessanti per marketer, professionisti e studenti.
L’obiettivo non era ridurre la complessità a una formula, ma trovare il modo più semplice per raccontarla senza perdere il significato originale.

Ho contribuito all’ideazione di format, rubriche e contenuti video brevi, lavorando su struttura narrativa, script e realizzazione.
I contenuti combinavano divulgazione e linguaggio social, utilizzando quando pertinente anche trend, casi contemporanei e instant marketing per collegare concetti teorici a situazioni riconoscibili.
La collaborazione mi ha permesso di utilizzare il mio background in Neuromarketing e Consumer Neuroscience in un contesto diverso dalla consulenza: quello della divulgazione.
Un esercizio particolarmente utile perché conoscere un argomento non significa necessariamente saperlo comunicare: renderlo comprensibile richiede selezione, sintesi e progettazione del contenuto.
Neurogang rappresenta una parte specifica del mio percorso: l’incontro tra contenuto, divulgazione e comportamento umano.
È anche uno dei progetti che ha rafforzato una convinzione che porto nel mio lavoro di Content Strategist: la complessità non va eliminata. Va organizzata abbastanza bene da poter essere compresa.