
ArcheoVEA è un’impresa culturale che opera nella valorizzazione del patrimonio archeologico, museale e territoriale attraverso la gestione di siti, attività culturali, progetti didattici ed eventi.
Quando ho iniziato a lavorare al progetto, a giugno 2026, ho individuato un patrimonio comunicativo particolarmente ricco: luoghi, reperti, ricerca e soprattutto persone con competenze specialistiche capaci di trasformare la cultura in esperienza.
La sfida era dare struttura a questa ricchezza e tradurla in una comunicazione digitale più continuativa, riconoscibile e accessibile, capace di parlare a pubblici diversi mantenendo il rigore dei contenuti.
Non semplicemente raccontare cosa succede, quindi, ma rendere archeologia, storia e patrimonio più vicini alle persone.
Il progetto è iniziato con una fase di setup strategico della comunicazione digitale, partendo dall’analisi della presenza esistente, del posizionamento e delle numerose attività distribuite tra musei, siti ed eventi.
Ho definito pilastri editoriali, rubriche e format, costruendo un sistema capace di trasformare il calendario delle attività e le competenze del team in una narrazione digitale più strutturata e riconoscibile.
Una parte importante del lavoro ha riguardato anche l’organizzazione del processo: ArcheoVEA raccoglie informazioni e materiali provenienti da realtà differenti, per questo era necessario definire un workflow editoriale e approvativo che permettesse di coordinare le diverse fonti e inserirle all’interno di una strategia comune.
Da questa struttura è nato il piano editoriale continuativo per Instagram e Facebook, con una pianificazione mensile costruita intorno alle attività dei siti, agli eventi e ai diversi obiettivi di comunicazione.

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda il rapporto tra competenza e divulgazione.
Archeologi, storici e operatori culturali possiedono conoscenze specialistiche che rappresentano una risorsa narrativa importante. Il mio lavoro consiste nel individuare, all’interno di questo patrimonio, storie, informazioni e curiosità capaci di diventare contenuti digitali.
A partire dal piano editoriale e dai materiali forniti dalle strutture progetto contenuti, rubriche e format, lavorando sull’adattamento divulgativo delle informazioni, sul copywriting e sulla loro declinazione per Instagram e Facebook.
L’obiettivo non è semplificare la cultura, ma tradurla in un linguaggio capace di incuriosire e coinvolgere anche chi non possiede già competenze specialistiche, mantenendo allo stesso tempo autorevolezza e coerenza con il posizionamento di ArcheoVEA.
Raccontare un ecosistema culturale distribuito sul territorio significa anche costruire un modello di comunicazione sostenibile.
I materiali nascono infatti direttamente nei musei, nei siti e durante le attività: sono le persone che vivono quotidianamente questi luoghi ad avere accesso ai momenti, alle storie e ai dettagli più interessanti da raccontare.
Per questo parte del mio lavoro consiste nell’affiancare i referenti delle strutture nella raccolta e nella produzione dei materiali destinati alla comunicazione, fornendo indicazioni su cosa documentare, quali elementi valorizzare e come pensare foto e video in funzione dei diversi format social.
L’obiettivo non è trasformare archeologi e operatori culturali in content creator, ma aiutarli a riconoscere il potenziale comunicativo di ciò che accade quotidianamente nei loro luoghi.
I materiali raccolti vengono successivamente organizzati all’interno del piano editoriale e adattati alla strategia e ai linguaggi dei diversi contenuti.

Comunicare ArcheoVEA significa raccontare contemporaneamente un’identità comune e i tanti luoghi nei quali quell’identità prende forma.
Musei, castelli, siti archeologici, attività didattiche ed eventi intercettano infatti interessi e pubblici differenti.
La strategia editoriale è stata quindi costruita cercando un equilibrio tra riconoscibilità del brand e valorizzazione delle singole esperienze, alternando contenuti più istituzionali e informativi ad approfondimenti verticali dedicati a luoghi, reperti, appuntamenti e curiosità.
I primi dati hanno evidenziato un elemento interessante: i contenuti maggiormente capaci di generare nuovi follower sono stati proprio quelli focalizzati su singoli siti, temi ed esperienze, mentre la distribuzione geografica della community riflette i territori nei quali ArcheoVEA opera.
Un insight utile per continuare a evolvere la strategia dando sempre più spazio alle specificità che rendono riconoscibile ogni luogo.
Il piano editoriale non è stato progettato come una struttura statica.
I primi mesi sono diventati anche una fase di test e osservazione, utilizzando i dati per comprendere quali temi e format fossero maggiormente capaci di attivare il pubblico e trasformando i risultati in indicazioni per l’evoluzione della strategia.
Tra luglio e agosto sono stati pubblicati 56 contenuti feed tra Instagram e Facebook e 92 Stories, costruendo una prima base di dati per confrontare il comportamento dei diversi formati.
Uno dei segnali più interessanti è arrivato dal video. Su Instagram i Reel hanno registrato un engagement rate medio del 4,7%, più del doppio rispetto a immagini singole e caroselli, rispettivamente al 2,2% e 2,3%. Anche la copertura media ha evidenziato lo stesso comportamento: 1.106 per i Reel, contro 527 delle immagini e 636 dei caroselli.
I dati hanno quindi permesso di individuare nel video e nei contenuti più verticali due direzioni interessanti su cui continuare a sviluppare la comunicazione.
56
contenuti feed pubblicati nel primo bimestre
92
Stories pubblicate su Instagram e Facebook
70.997
visualizzazioni Instagram
4,7%
engagement rate medio dei Reel
2X+
engagement dei Reel rispetto ai contenuti statici
1.106
copertura media dei Reel, quasi doppia rispetto agli altri formati
La prima fase di collaborazione ha permesso di dare struttura alla comunicazione, costruire un sistema editoriale continuativo e iniziare a osservare attraverso i dati quali contenuti, luoghi e linguaggi riescono maggiormente ad attivare la community.
Il progetto continua quindi a evolvere attraverso un processo di strategia, progettazione editoriale, coordinamento, analisi e ottimizzazione, con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile e riconoscibile il patrimonio culturale raccontato da ArcheoVEA.
Perché dietro ogni museo, reperto o attività non c’è soltanto qualcosa da promuovere, c’è una storia da rendere interessante per qualcuno che ancora non la conosce.